sabato 19 settembre 2015

Pollo fritto del Kentucky !!!


"Enza, sto cucinando..... provo a fare il pollo fritto del Kentucky. Lo hai mai mangiato???"
Così mi scrisse Maurizio un tardo pomeriggio dell'estate appena trascorsa.
Ovvio che no, non avevo mai mangiato il pollo fritto del Kentucky, ma subito pensai a qualcosa di  croccante, pensai ai fast food Americani, dove i bambini, ma anche i grandi, tanto amano mangiare. Niente posate, tutto con le mani ..... patatine fritte a go go e magari qualche salsetta di quelle che poi ti fanno bere per 1 giorno intero.
Mentre Maurizio descriveva, già mi sentivo quel sapore in bocca pur non conoscendone il gusto. Dovevo fare quel pollo fritto  a tutti i costi. Quegli ingredienti, così bene descritti, si sposavano bene con il mio palato e senza dubbio anche con quello di mio figlio, un adolescente che in fatto di fast food ne sa più di me (ovviamente).

Nenache a farlo apposta, qualche giorno dopo mi suonò il corriere... il mio amico Saverio mi fece la sorpresa inviandomi a casa la scatole delle Meraviglie di Ariosto e tra i tanti prodotti c'era anche l'insaporitore per carni arrosto e grigliate gusto piccante

Così mi decisi e un pomeriggio mi feci dare istruzioni precise da Maurizio (che tanto lo so .... prima o poi mi bannerà ) e rielencandomi gli ingredienti, subito notammo che nell'insaporitore c'erano proprio tutte quelle erbe e insaporitori piccanti che servivano per fare il pollo fritto (giuro, è proprio così). 


Per fare certe ricette, se anche apparentemente semplici, bisogna capire bene per non fare flop. Del resto non decisi di provare per poter  replicare successivamente, decisi proprio di preparare il pollo per cena e se avessi fallito, saremmo rimasti tutti digiuni. Ebbene si, qui ci voleva l'occhio dello Chef , che all'improvviso si vide arrivare decine di foto, proprio dall'inizio della preparazione, fino  alla fine e quando al primo pezzo fritto mi scrisse "ha un ottimo aspetto..... ci siamo!" mi trattenevo per non fare i salti di gioia !!!!



 Ma ancora dovevamo testarne il sapore. Assaggiai per prima e mi piacque immensamente e quando arrivarono i maschi gli concessi di prenderne qualche pezzo prima di cena, dovevo sapere subito cosa ne pensavano. Del resto Maurizio poteva solo vedere la foto, ma non poteva sapere se avevo azzeccato le dosi rendendo unico quel pollo, quindi ci voleva il parere dei miei maschi, che tanto non hanno remore a dirti in faccia se qualcosa non va.
E invece..........
Giuseppe aveva gli occhi a cuoricino e guardandolo diceva "deve essere bello croccante" ..... Sandro subito esordì dicendo "buono davvero" e ancora non sapevano cosa ci fosse in quel pollo e adesso lo svelo anche a tutti voi!


Con questa ricetta partecipo al programma di affiliazione 

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INGREDIENTI:

1,5 kg di ali di pollo tagliate a pezzi
700 ml di yogurt bianco
800 gr circa di farina 00
1 barattolo di insaporitore Ariosto per arrosti piccanti 
2 uova
400/500 ml di latte
sale e pepe q.b. 
zenzero in polvere q.b.

olio per friggere 


PREPARAZIONE:

la sera prima di fare il pollo fritto, saliamo e pepiamo le ali di pollo e lasciamole a riposare qualche minuto


 mettiamo le ali a marinare nello yogurt e lasciamole in frigorifero, anche per un giorno intero


Prendiamo la farina e versiamo tutto il barattolo di insaporitore  Ariosto per carni arrosto e grigliate gusto piccante e mischiamo bene con le mani




prima di friggere, usciamo le ali dal frigo, aggiungiamo 2 uova, il latte e mescoliamo bene il tutto.
Sgoccioliamo le ali ....

e paniamole nella farina già insaporita.
Ripetiamo l'operazione per due volte, quindi nuovamente immerse nella marinatura e nuovamente passate nella farina.....




In una larga padella fate scaldare bene abbondante olio per friggere ed immergete le ali di pollo panate.
Fate friggere bene fino a completa doratura assicurandovi che anche all'interno siano cotte. Dovranno risultare cotte e morbide all'interno ma croccanti all'esterno 

Ragazzi, che dirvi...... provare per credere !
Un gusto deciso,  da vero fast food. Un profumo che non vi dico. Quella sera, qualche pezzo rimase e Giuseppe, per il pranzo del giorno dopo,  mi richiese le ali di pollo fritte del Kentucky, così.... senza neanche scaldarle......erano troppo buone per rinunciarci !


E ora americanizzatevi anche voi ...... semplici, no?!?!?!?!

Baci a tutti, Enza!!




Ah.... dimenticavo..... mischiate la farina e la marinatura che avanzano. Aggiungete un pò di lievito istantaneo e fate delle frittelle ......
perchè è giusto non buttare nulla e anche queste andranno a ruba !!!!!!!




Potete trovare la ricetta anche sul sito Ariosto
ARIOSTO
http://www.ariosto.it/it/ricette/carni/874-pollo-fritto-del-kentucky.html

mercoledì 16 settembre 2015

Cartocci con crema al forno ...(e non solo)!!!



E che dirvi Ragà! Qui si pensa sempre a mangiare, le mani e la testa devono stare sempre in movimento, ma spesso è la gola a dare le indicazioni. Vabbè, che sono golosa si è capito, che adoro i lievitati anche e che se posso usare il forno anzichè la padella è anche meglio; no... è solo per far finta di giustificare il fatto che apparentemente, sti cartocci,  sono più leggeri di quelli fritti.... ma apperentemente, eh, perchè i dolci sono dolci e quando si mangiano, dopo ci si deve pentire di averlo fatto.... dopo però!!!!

In realtà, il cartoccio che vedete in foto è la versione al forno del cartoccio fritto, quello che tutti conosciamo e che in moltissimi fanno in quanto buonissimo e stragoloso (io aspetto il freddo e mi butto anche in quello fritto), ma credo che in pochi conoscano anche la versione al forno e allora ve la racconto velocemente. 

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RICETTA:
Per l'impasto: 
100 gr di yogurt di kefir già zuccherato
170 gr di acqua
(oppure 250 gr gr di acqua)
250 gr di farina manitoba
250 gr di farina 00
1 bustina di lievito secco
50 gr di strutto
50 gr di zucchero
10 gr di sale 
10 gr di miele
1 uovo per spennellare i lievitati prima di infornare
(a piacere, durante l'impasto, aggiungere scorza di limone o di arancia grattuggiata, zafferano o curcuma per conferire all'impasto il colore giallognolo tipico delle brioche).


ORA PROCEDIAMO PER L'IMPASTO:
Mischiate acqua e kefir.
Sciogliete lievito, strutto (grossolanamente) e zucchero nel liquido. 
Fate un impasto aggiungendo man mano gli altri ingredienti. Dovrete ottenere una palla liscia. Lasciate lievitare fino al raddoppio.



Su una spianatoia infarinata capovolgete l'impasto lievitatato. Ricavate delle palline che stenderete tipo grissini. Ingrassate dei tubi per fare i cannoli (con burro o strutto) e avvolgete attorno l'impasto steso tipo grissini. Impostate in una teglia con carta forno oppure oleata e infarinata (ma che sia antiaderente in questo caso).




 Lasciate ancora 30 minuti a riposare. Spennellate con uovo battuto e infornate in forno caldo a 200° che abbasserete a 180° appena infornerete i cartocci. Fate cuocere per circa 15 minuti, controllate sempre la cottura. Dovranno risultare ben dorati. Uscite dal forno e fate raffreddare completamente e vedrete quanto saranno morbidi (peccato che non riesco a caricare i video..... qualcuno sa dirmi come si fa??? Vi farei proprio vedere la morbidezza di questi cartocci, quasi a toccarla con mano)




PROCEDIAMO PER LA CREMA PASTICCERA:

-250 gr di latte
 -250 gr di panna liquida fresca,
- 100 gr di zucchero (oppure qualcosa in più se la volete più zuccherata) -
 - 4 tuorli 
-65 gr di frumina 
- bacca di vaniglia.

Montate i tuorli con lo zucchero. Sciogliete la frumina in un pò di latte. In un pentolino mettete il restante latte, la panna, la frumina sciolta, lo zucchero, i semini grattati dalla bacca di vaniglia, i tuorli montati con lo zucchero. 
Mescolate sempre e continuamente a fuoco moderato fino a che si addensa. Noterete la consistenza giusta appena la crema sarà vellutata, alzate il cucchiaio e se resterà un velo a coprirne il dorso, ci siamo!
 Lasciatela raffreddare e mettetela in frigorifero. Si addenserà ancora.



Appena i cartocci saranno freddi, con una tasca da pasticcere, riempiteli con la crema .......




e spolverizzate di zucchero a velo.



Se volete potrete decorare le estremità con granella di pistacchio, o nocciole, o mandorle (io non ne avevo ma l'avrei messa volentieri)

Ragazzi sono straordinari!!!! Pensate, mentre li mangiate, la crema che fuoriesce e che non potete fare a meno di riempirvi la bocca di una bontà infinita!
Però, questi cartocci, avrei dovuto farli con la crema di ricotta, che da noi è un mast nella pasticceria e soprattutto per questo tipo di dolci. Non avevo fatto in tempo a comprare la ricotta e dovendo seguire tutta una procedura per fare la crema come si deve, avrei perso troppo tempo. 
Niè.... la golosità ha fatto il suo lavoro e mi ha indotto in tentazione, facendomi peccare !!!!





Ehi ...ehi ...ehi ... un momento, aspettateeeeee!!! 
Non volete vedere cosa ho fatto con lo stesso impasto? 
Erano giorno che Giuseppe me li chiedeva .... vabbè inutile dirvi che fine hanno fatto in pochi minuti.
EVVIVAAAAAA LA NUTELLAAAAAA
 ... e chi se ne importa se una volta tanto ci diamo alla pazzia e ci mangiamo tutto ???? 



 Ecco.... così vi voglio.... belli golosi e tentati come me. E ora tutti in cucina!

Bacetti a tutti, Enza!!!



venerdì 11 settembre 2015

Il.... "BIRRAMISU' "!!!


Non state leggendo male..... è proprio "il birramisù" quello che vedete in foto..... e vi assicuro che è un dolce strepitoso!
Ma partiamo da qui! In occasione della visita di Maurizio in Sicilia e del nostro tour all'insegna dello Street Food Palermitano e non solo quello (ma di tutto questo vi parlerò in breve), chiesi a Maurizio se poteva darmi qualche lezione di cucina! Tra le cose di cui parlammo da mettere nel menù, Maurizio mi accennò al "birramisu' ", una ricetta (che sebbene qualcuno ha già fatto) lui ne ha elaborata una tutta sua che mi svelava senza indugiare e considerato che qui si parlava di birra, la cosa mi intrigava. Nei giorni precedenti, infatti,  avevamo proprio parlato della Birra "TRIMMUTURA", che tanto mi fece ridere visto il nome che porta e(Trimmutura, per noi Palermitani, è un appellativo che  associamo ad una nota donna di facili costumi .....) e che io sconoscevo, ma che Maurizio aveva già conosciuto proprio qualche giorno prima, dandomi qualche  informazione. 

Ora non so se è un caso, ma proprio tramite conoscenze Casteldaccesi, riuscii ad arrivare ai diretti produttori di questa birra, avendo perfino il piacere di interloquire con Rosario Inzerillo, proprio uno dei Soci Produttori, che mi raccontò un pò di storia di questa famosa birra, nata proprio sul nostro territorio (quindi Palermo) e dall'amicizia di 4 ragazzi che hanno saputo sbracciarsi facendo conoscere ai Siciliani e oltre, una birra che sfrutta proprio le nostre eccellenze locali.  Vi lascio di seguito un breve accenno ..... ma potrete avere tutte le informazioni necessarie visitando il sito TRIMMUTURA.IT

DAL SITO TRIMMUTURA.IT

BIRRA TRIMMUTURA: "Passione Siciliana"!
"Dal sogno all’idea, per realizzare la ricetta e poi la birra, ci sono voluti tanti anni, tanta passione, e tanti assaggi per migliorarla!
Tre ingegneri ed un medico (o viceversa).
Sono loro dietro l’etichetta di “Birra Trimmutura”…
gli artefici della prima Beer Firm nata a Palermo!
Ognuno ha una storia a sé ma riuniti hanno un intento in comune:
realizzare belle birre, beverine e siciliane"

Rosario si offriì di farmi pervenire direttamente a casa qualche bottiglia e neanche 2 giorni dopo, puntuale, la birra arrivò direttamente al mio indirizzo!




Una birra nata da amici e proprio due amici si incontravano per mettere mani in cucina e creare (ma io ero l'allieva, Maurizio il mio maestro) ....quindi quale migliore occasione per fare un dolce straordinario, insolito, ma particolare nel suo insieme!!! Non vedevo l'ora e da lì a pochi giorni, ecco cosa i nostri commensali ebbero il piacere di mangiare.

Con questa ricetta partecipo al programma di affiliazione ....

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INGREDIENTI:

-una bottiglia di birra scura (noi la Diesel TRIMMUTURA)
- una confezione di savoiardi (meglio se quelli grandi che Maurizio chiama "giammelle" o meglio nella sua zona si chiamano così)
- 6 uova
- 10 cucchiai di zucchero semolato
- cacao amaro q.b.
- una confezione di mascarpone da 500 gr

PROCEDIMENTO:

mettere sul fuoco la birra con 4 cucchiai di zucchero e lasciar sbollentare a fuoco basso per circa 10 minuti. Lasciare raffreddare completamente.



Separare i tuorli e gli albumi, montando separatamente:
 -i tuorli con 6 cucchiai di zucchero, fino a che che diventino molto spumosi (se preferite mette anche un cucchiaio in più di zucchero)
-gli albumi a neve ferma.

Unite i due ingredienti e poi il mascarpone ed amalgamate energicamente, fino ad ottenere una crema vellutata 


Passiamo ad assemblare il dolce:

in una pirofila, mettiamo uno strato di crema sul fondo e  disponiamo i savoiardi (o giammelle) che prima devono essere bene immersi nella birra "cotta", ma fredda ...
Eccomi durante l'assemblamento mentre Maurizio mi dava istruzioni e Sandro pronto a bacchettarmi se avessi fallito qualche passaggio (aaaahhhhh.... quetti uomini !!!)

versiamo la crema fino a coprire completamente

e mettiamo in frigo per diverse ore!

Però...... considerate che quella stessa sera approfittammo per fare anche una reunion (o quasi.... mancava Evelin) di tutti gli Admin  del nostro meraviglioso Gruppo - GLI AMANTI DELLA CUCINA SICILIANA (e di cui vi invito a farne parte) e i ragazzi non potevano aspettare fino al giorno dopo per deliziarsi di quel "tiramisù" nuovo nei suoi ingredienti. Allora presi piattini e forchettine.... lo mangiarono in anteprima e prima di cena, quasi proprio come antipasto.

Eccoli qui, belli e pimpanti a godersi il dolce (o quello che era semplicemente un assaggio..)


da sinistra: Davide, Nicola, Mariagiulia, Giovanni e dietro Maurizio, che nonostante fosse l'artefice e creatore  di quella meravigliosa ricetta, provava ad assaggiare, cercando di allungare la forchettina su qualche piattino .....




mancavo io tra loro, vabbè ero quella che scattava, ma a me arrivò questo ...
..... il piatto da pulire ....


Però, ragazzi miei, che dirvi !
Il giorno dopo quella pirofila che riposava in frigo, fu messa in tavola, spolverizzata di cacao amaro, al momento di servire, dopo un fantastico pranzo eleborato da Maurizio, che mi fece una splendida lezione di cucina (e di cui presto vi parlerò).

....quel "BIRRAMISU" fu la meraviglia di tutti noi !!!
Una bontà infinita. 


Ecco una porzione del dolce che solo la mente laboriosa di uno Chef , quale Maurizio, poteva creare.
Probabilmente al posto suo (e forse ci sta) qualcuno avrebbe tenuto la ricetta in segreto, ma il cuore di Maurizio è grande fino al punto che mi ha detto lui stesso di postare la ricetta condividendola con tutti voi!   



E ora, se vi è venuta voglia, correte a procurarvi tutti gli ingredienti e fate il "BIRRAMISU' "..... altrimenti vi perderete un capolavoro!!!

Grazie Maurizio che mi hai insegnato e mi hai concesso di fare il post (sei sempre mitico, unico e speciale!!!)
Grazie Rosario che ci hai fatto conoscere uno dei fiori all'occhiello Palermitani ed ancora complimenti per il vostro prodotto  !!!


Baci a tutti, Enza !!!


martedì 1 settembre 2015

LE RAVAZZATE !!


Ciao cari Amici e lettori di "Come mangio io...."
L'estate mi ha distratto un bel pò e forse è stato anche giusto dedicarsi  ad altro!
Ma rieccomi, più carica di prima e pronta a ricominciare  (e con  un bagaglio pieno di novità che man mano comincerò a postare per voi.....).

Ma cominciamo da qui.... LE RAVAZZATE !!!

Eppure è un classico della nostra rosticceria, ma non avevo ancora pensato di farle nonostante migliaia di impasti e di ragù usati nelle più svariate maniere!
Sapete, spesso la mattina mi alzo e già svegliandomi elaboro. Se nella mia testa c'è qualcosa che deve andare in porto.... io quella devo fare ..... e come va va (almeno ci provo....) !!!

Ebbene, era una mattina come tante e, presa dai lavori di casa ed avendo in frigo il ragù fatto il giorno prima, dissi fra me e me che quello era il momento giusto e così mi misi al lavoro.

Seguitemi, vi spiego ......

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INGREDIENTI:

Per l'impasto:

400 gr di farina manitoba
100 gr di farina di kamut
250 gr di acqua
1 bustina di lievito secco
50 gr di strutto
50 gr di zucchero
10 gr di sale
10 gr di miele

Per il ripieno:
ripieno: ragù di carne (secondo vostro uso) fatto il giorno prima e freddo - pezzetti di mozzarella.

Sciogliete il lievito nell'acqua tiepida. Aggiungete lo strutto e scioglietelo meglio che potete. Fate un impasto con il resto degli ingredienti,  aggiungendoli man mano durante l'impasto. Dovrete ottenere un impasto omegeneo e compatto. Lasciate lievitare fino al raddoppio (io impasto nel bimby, potete fare l'impasto a mano, in una planetaria, come volete insomma)





Sgonfiate l'impasto, formate una palla e fate lievitare nuovamente (coprite con un tovagliolo)







 Formate delle palline di circa 65 gr l'una. 
Allargatele con le mani e mettete il dischetto ottenuto, sul palmo della mano. 
Mettete al centro 2 cuchiaini di ragù e 2 pezzetti di mozzarella. 
(c'è chi mette anche un pò di besciamella, ma per gusti personali in famiglia la evito)





Chiudete i bordi saldando bene e riformando delle palline.......





 ......che lascerete lievitare per circa 1 ora direttamente nella teglia foderata con carta forno. 

Prendete dei pezzetti di formaggio e dei pomodorini e bordateli con le stessa pasta. Appoggiateli sulle palline ripiene, facendo una leggera pressione.




 

Lasciate lievitare nuovamente per circa 1 oretta.

Trascorso questo tempo, spennelliamo tutte le ravazzate con tuorlo d'uovo battuto con pochissimo latte. 
Su qualche Ravazzata mettiamo anche del sesamo (facoltativo)




Cuocete in forno caldo per circa 15 min a 180°. Fate intiepidire prima di mangiare. 







Ragazzi, se non le provate non saprete mai cosa vi perdete, sono eccezionali e restano morbide anche il giorno dopo.

Un bacio a tutti e benritrovati, Enza!!!

P.S. : cliccate qui e avrete anche la versione con ricotta




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